Personale

Sei come rosa di sale topazio…

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Sei come rosa di sale topazio,
sei come rosa di spine e delusione…

sei come Neruda ti descrisse,
o sei semplicemente innamorata di ciò che io sia,
ad ogni modo possa tu trovare un porto sicuro,
ammesso ve ne sia uno migliore del mio…

C’è la libertà d’amare,
e che possa essere quel qualcuno,
che vive nei pensieri tuoi,
io lascio a te il compito di sbagliare.

Non ho mai preteso ne legato nessuno,
ne in un passato,
ne in un presente,
e certamente non sarai lo sbaglio del mio domani.

Sei quello che io definisco una stella cadente,

Non credere sia un bene per me,
forse lo sei per qualcuno a cui piace la bella vita,
a me non piace purtroppo,
sono un matematico,
a cui piace sbagliare,
per poter creare sorrisi.

Sono altri i valori che mi rendono unico,
benché sperassi tu potessi fare tesoro dei miei silenzi,
debbo ammettere che con te c’è molto da lavorarci su,
ma non mi sento più un docente,
non ho tempo per cercare di destare emozioni,
chi mi ha letto le ha trovate dentro una marea di silenzi miei.

Eppure credimi,
che aver avuto il privilegio,
di detestare i miei errori,
significa davvero aver avuto coscienza,
aver conosciuto una persona Vera,

Sono depositario di alcuni miracoli,
e forse,
dico forse,
so come dovrebbe e andrebbe vissuto un Amore.

amore non è perfezione,
ne tanto meno cedere,
amore è chiedere con umiltà,
e non girarsi nel verso opposto del letto,
è non dire “svegliati” nella maniera più vile..

Eppure non mi scombinano tanto le parole dette,
ma il significato che non sai dare a quelle stesse parole.

Non mi aspetto nulla e infatti nulla ho preteso mai,
se non doveri reciproci,
lo sapevo,
sapevo che una mente mediocre come la mia,
non potesse giustificare letture di vita simili.

Ma non è una inquisizione,
è solo sentirmi solo,
é più una elogio alla pazzia mia.

Di non essere scappato,
dalle catene di una società che impone,
ma non dà di pari merito…

Sono pensieri di chi ha perso,
e per questo suscettibili di rabbia,
me ne scuso…

Eppure,
quello che provo ora,
é inutilità di aver scritto ciò.

Perché non ha senso scrivere solo per sentirsi soddisfatti,
non c’è esaltazione se non c’è comprensione.

nei vicoli della mia adolescenza,
sento nuovamente odore del mosto d’uva,
e mi lacera il cuore,
mi osservo e mi vedo un pò sconfitto
perché non ho osato odiare la solitudine.

avrei voluto,
avrei ucciso per un amore…
forse è stato troppo cercare l’anima,

Ma aver desiderato tanto un cuore,
nel calore di un cedere agli egoismi,
delle mie idee,
l’errore più grande è stato nel credere.

Fa nulla,
perché ciò che sono,
io lo so,
e non è necessario dichiararlo,
ne a Te,
ne a nessuno.

Sono dunque,
poeticamente me ne muoio dentro.

G.R.R.

 

 

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