Nico

“Quando il vento dormiva”

Mi Spoglio di ogni cosa,
nell’argento fiume di cristalli,
una mandria di cavalli mi segue,
pesanti si fanno i rancori e le amarezze…

Oggi mi sento fortunato,
riesco finalmente a respirare a pieni polmoni…
Non ha un filo logico nulla se non credi in Te…

Le strade tutte assomigliano a lunghi discorsi da palcoscenico,
sembriamo legati da un unico estremo capitolo,
vivere e amarci ove possibile.

Mi capita di pensare alla libertà,
molto spesso,
e accade quando il tormento attacca stanze assolate,
del mio essere ne posso esprimere solo il bene….

L’abbandono ai miei istinti è solo una forma di delizia,
stessa immagine di un sorriso,
e di un bimbo sporco di cioccolata….

Penso alla vita, che mistero ancora oggi per tutti…

Mi sento orgoglioso di essere uomo,
di appartenere a quella fascia di persone umili e intelligenti,
che sappiano amalgamarsi con la natura…

Scrivo pillole di esternazioni invernali in primavere cosi calde,
ogni singola goccia tempra la terra asciugandosi,
e io ho sete…

Sete di conoscenza é cercare di spiegare al vento,
che ora sbatte sul mio collo,
quanto sia giusto che continui a vivere,
poiché possa contribuire nei sentimenti.

Questo so far bene amare,
diversamente monotona è l’essere andando.

Quattro semi di rose depongo nei cimiteri sparsi del mondo,
spaziare con la mente rende possibile ciò….
immagino lapidi floreali,
capisco quanto assurdo sia dare colori alla morte.

Non nego che paura è accorgermi,
di quanto dentro alle cose arrivino certi miei pensieri,
la notte acquieta ogni cosa,
ma osservo oltre la finestra e scorgo ancora flebili raggi,
di un sole che non ci ha ancora lasciati…

Il resto è storia.

Giovanni Rito Russo

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