Cara Jessy…

Cara Jessy…
Mentre la luna indugia un attimo
sopra il grano prima di scomparire nell’invisibile
la mia mente si riempie di canto.
 
Mi ritrovo a canticchiare quella musica
e a pensare a qualche altra cosa,
a qualche altro luogo,

Un luogo nella memoria…

Un prato dove non sembra essere
passato nessuno tranne un cervo..

e i ricordi si rafforzano con la sensazione di Te,
che balli tra le mie goffe braccia.

 
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A chi ti ha lodato la grazia tu hai donato
non nell’oblio totale ne nella nullità
su nuvole di gloria giungiamo nell’aldilà da te,
che sei la nostra casa
benché nulla può sembrarci più bello
dello splendore dell’erba,
dello sbocciare dei fiori non ci rattristeremo
ma piuttosto troveremo forza in ciò che ci resta alle spalle
nell’armonia primitiva che è sempre esistita e sempre esisterà
nella consolazione che scaturisce dall’umana sofferenza
nella nostra fede che ignora la morte.
Grazie al cuore umano per mezzo del quale viviamo
grazie alla sua tenerezza,
alle sue gioie alle sue paure
in me il più piccolo fiore che si schiude
riesce a far nascere pensieri
che spesso giacciono troppo in fondo per emergere.
 
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Perchè sono quelli che più hanno bisogno del nostro aiuto a non accettarlo?