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Procurasi da vivere,
è un qualcosa che ci rende odiosi,
e non si può incolpare nessuno per questo.
Ma se la vita sia un nessuno,
bhè allora essa ha colpe che reputo perseguibili.
Non capisco perchè fra i tanti modi di concepire l'amore,
questa realtà abbia scelto la strada più lunga e indecifrabile.
Cosa costava nascere sapendo di poter vivere bene?
Se ci pensate,
il non preoccuparsi più di cercare di vivere,
donerebbe a noi una concezione della vita più normale?
Si darebbe alla natura il peso giusto?
L'umanità non cambierebbe di molto no,
e allora capisco che l'utopia di un benessere collettivo,
sebbene realizzabile non recherebbe benefici.
L'uomo continuerebbe a pretendere,
oltre il proprio vivere,
oltre il proprio benessere.
Dicasi egoismo,
e io anche appartengo a questa vita,
a questa umanità,
di esseri viventi,
di essere mortali.
Eppure sono qui che mi chiedo e mi interrogo,
e l'analisi di tutto mi riporta a una sola osservazione,
ed a due sole domanda stupide:
Se riesco a concepire l'amore,
in forme cosi indecifrabili;
Ho speranze di ricevere un dono da Dio?
e se Dio giocasse a carte con me riuscerei a barare con lui?
...............
Forse mi lascerebbe fare,
sapendo che un padre certe cose al proprio figlio le concede.
Ed è forse questo l'amore,
un bene chiaro e limpido,
che io dal profondo dei miei anni,
ancora non ho ben compreso e fatto mio,
il suo segreto,
il segreto di saper farsi amare quanto Lui...
G.R.R. |