"Il Tuo Nome"

Un Plaid mi rende più umano,
qualcuno mi sussurra il tuo nome,
mentre la pioggia cerca con fame la terra,

buio e desolazione mi circondano,
non vedo che il nostro passato in cumuli di immagini.
spaurito è irrequieto aspetto tutto finisca.

Nelle giornate visiono l'incedere perpetuo,
di un moto che non avrà mai fine...

Ho una anziana sete di cambiar le cose,
crepe nei muri non danno aria a odori miei,
che poggiano armi in segno di pace.

Il cielo in questa mia epoca,
non ha molte parole...

Mi osservano gli spiriti delle persone umili,
ho il dovere di rispettare le loro volontà...

Quando si cerca di esternare l'anima,
spesso essa torna a vivere nuovamente.

Quello che accade ora è solo riflesso di quanto io sia,
un artista incapace di provare male.

Questo mi ha salvato più di una volta,
è per la mia caparbietà,
che vive e lavora ora il senso di un vivere,
al di sopra di tutto.

In ciò una macchina da scrivere,
ticchettia il tuo nome,
quanta disperazione in me nel ripeterlo,
mentre le labbra tendono a non fermarsi...
quanto dolore.

Passi di qui sfiorandomi,
i tuoi ricordi dolci,
vorrei poterti fermare,
non fartene andare...

Ma rinchiuso in questa cella,
non mi è dato tenerti stretta.

Sei venuta a rompere un cuore,
per dirmi scusami,
per realizzare che
non era ciò che amavi,
per cui valeva la pena vivere...

Ho ripreso in mano quei frammenti di te,
e ne ricompongo un puzzle dimenticato da Dio.

Giovanni Rito Russo