Scrivo rubando al dolore il suo passo duro e mortificante,
nello scrivere non so cosa altro fare ora...

Mi sento cosi perso.....
un sabato chiuso in un bicchiere...
muro infinito fra il mio e il tuo essere.

Penso al freddo di questa solitaria notte,
non riesco a piangere,
mentre prega il cuore me,
che gli dia una possibilità di rimediare,
sciocco errore di un 1998.

Esprimere in lacrime una spiegazione,
è cosa non alla mia portata,
non ora almeno....

Ho realizzato fra le moltitudini di esperienze negative vissute,
quanto grandi siano stati i miei errori,
quanto grande sia stata la mia cecità,

Rovinerò questo scritto per la delusione,
ma non importa molto adesso....

Mi giro nei lavori che svolgo e ho imparato a non mollare,
non so davvero chi ringraziare per questo,
Dio o chi ne fa le veci,,,

Quanto mi costi guardare avanti e non avere alternative...
forse davvero era gia tutto previsto,
o ero io che non guardavo o volevo non farlo...

Pronto chi sei?
Ciao....

Saluto cosi tutto ma proprio tutto ciò che stia provando,
e i sorrisi finti ricevuti...

Solo in casa preparerò del buon thè
ricorderò all'animo stesso,
che domani la mia vita,
quella vera avrò.

Quella che mi porterà a danzare con le stelle.
li ove un giorno incontrerò la mia,
a cui mi donerò danzando con lei,
innanzi ad un portico di casa nostra...

Giovanni Rito Russo